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Brachytherapy

Importante successo per il Centro di Oncologia Interventistica del Gemelli ART: ha infatti ricevuto il titolo di “Brachyacademy Center”, prestigioso riconoscimento internazionale relativo alla formazione specialistica sulle diverse tecniche della brachiterapia. A questo risultato, il sito web del Policlinico Gemelli di Roma ha dedicato un ampio articolo, a firma di Maria Rita Montebelli, che riportiamo di seguito integralmente.

 

Il Gemelli fa scuola nel mondo nel campo della radioterapia interventistica

Il Centro di Radioterapia Interventistica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS ha di recente ricevuto il titolo di ‘Brachyacademy Center’, un riconoscimento internazionale conferito ad appena 21 centri nel mondo e a 11 in Europa tra quelli che fanno formazione specialistica sulle diverse tecniche di radioterapia interventistica. Il Gemelli è l’unico centro italiano ad essere stato insignito di questo importante riconoscimento ed è quello tra i centri con l’offerta formativa più completa, su un elevato numero di siti anatomici.

A sostenere il progetto Brachyacademy, una iniziativa di formazione al top, è Elekta, azienda leader nella produzione di apparecchiature per la radioterapia a livello internazionale, che sta promuovendo anche la campagna di informazione ‘About brachytherapy’ dedicata ai pazienti. La campagna ha lo scopo di offrire informazioni a quanti devono approcciarsi a questi trattamenti e coinvolgerà, con una serie di video, alcuni pazienti seguiti al Gemelli.

Il titolo di Brachyacademy Center riconosce la vocazione alla formazione di qualità svolta dalla radioterapia del Gemelli, che gestisce al suo interno anche la INTERACTS (Interventional Radiotherapy Active Teaching School)  una scuola internazionale di radioterapia interventistica che offre corsi di formazione internazionale on site, con lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche sia su manichini, che in sala operatoria.

La radioterapia è uno dei grandi pilastri dei trattamenti oncologici, accanto alla chirurgia e ai trattamenti sistemici come la chemioterapia. “La grande famiglia della radioterapia – spiega l’oncologo radioterapista Luca Tagliaferri, referente del Centro di Oncologia Interventistica – si compone di tre principali approcci terapeutici: la radioterapia a fasci esterni (la forma più usata, con la quale si irradia il tumore dall’esterno), la radioterapia metabolica che sfrutta il metabolismo cellulare attraverso dei radiofarmaci, che arrivano direttamente alle cellule tumorali in maniera selettiva; la radioterapia interventistica (conosciuta spesso come brachiterapia) che introduce, attraverso specifici applicatori o cateteri, sorgenti radioattive direttamente all’interno del tumore o a diretto contatto con il letto tumorale, cioè dove era presente il tumore asportato chirurgicamente, per bonificare eventuali residui microscopici”. Nell’ultimo decennio si è assistito ad una grande riscoperta della brachiterapia, grazie all’introduzione di innovazioni tecnologiche presenti anche al Gemelli. “In particolare – spiega il dottor Tagliaferri – la radioterapia interventistica ad intensità modulata, che ci permette di modulare punto per punto l’intensità delle radiazioni e quindi di erogare un’altissima dose al tumore, risparmiando gli organi sani e la radioterapia interventistica guidata dalle immagini (soprattutto RMN e PET/TAC), che ci consente di individuare con precisione millimetrica il target tumorale e di effettuare quindi un trattamento estremamente mirato con eccellenti risultati clinici”.

La grande collaborazione con i chirurghi ha contribuito ad affermare la radioterapia interventistica come importante opzione terapeutica da proporre ai pazienti. Per questo, nel 2017 è stato creato l’Interventional Oncology Center (IOC), realtà di eccellenza all’interno del Gemelli ART (Advanced Radiation Therapy), diretto dal professor Vincenzo Valentini, vicedirettore scientifico del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, che comprende una sala interventistica con annesso bunker di terapia, un ambulatorio, una dosimetria clinica e posti letto dedicati, risultando ad oggi il primo centro di riferimento oncologico per la radioterapia interventistica a livello italiano, come numero di pazienti e varietà di offerta terapeutica ed assistenziale. “Nel 2020 sono stati effettuati oltre mille trattamenti interventistici – afferma il dottor Tagliaferri. “Trattiamo prevalentemente tumori ginecologici (cervice uterina ed endometrio), tumori della prostata dove nei bassi stadi la radioterapia interventistica consente di trattare in maniera radicale questi tumori, senza necessità di ricorrere ad ulteriori trattamenti o alla chirurgia, tumori cutanei, dell’ano e tumori testa collo. La moderna oncologia dà i migliori risultati terapeutici quando c’è un’integrazione tra le diverse opportunità che le moderne tecnologie ci offrono. E la fortuna di lavorare in uno dei più grandi ospedali d’Italia dal punto di vista oncologico – conclude il dottor Tagliaferri – ci offre l’opportunità di interagire con tanti specialisti e di integrare vari trattamenti oncologici, per offrire il massimo delle opportunità ai nostri pazienti”.

 

Ecco il link all’articolo sul sito del Policlinico Gemelli:

https://www.policlinicogemelli.it/news-eventi/il-gemelli-fa-scuola-nel-mondo-nel-campo-della-radioterapia-interventistica/

 

La notizia è stata anche rilanciata da alcune importanti testate giornalistiche: 

Il Sole 24 Ore:

https://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/aziende-e-regioni/2021-01-18/radioterapia-interventistica-gemelli-titolo-brachyacademy-center-144626.php?uuid=ADStkDEB&refresh_ce=1

Agenzia Italpress:

https://www.italpress.com/radioterapia-interventistica-titolo-internazionale-per-il-gemelli/

RomaToday:

https://www.romatoday.it/attualita/centro-radioterapia-ospedale-gemelli-titolo-brachyacademy.html

Il meeting online ha visto la presentazione delle più moderne tecniche di radioterapia a fasci esterni e interventistica (detta anche brachiterapia) per la cura di tumori della pelle. Oltre 200 i partecipanti in collegamento. Sottolineata l’importanza della multiprofessionalità, che vede medici e tecnici di radiologia collaborare per il miglior risultato clinico.

Grande interesse e partecipazione ha fatto registrare il recente webinar sul tema “Il ruolo del TSRM (Tecnico Sanitario di Radiologia Medica) nella moderna radioterapia per la gestione dei carcinomi cutanei”, organizzato dall’Associazione Italiana Tecnici di Radioterapia Oncologica e Fisica Sanitaria (AITRO), in collaborazione con il centro di Radioterapia Oncologica (noto anche come Gemelli ART – Advanced Radiation Therapy) del Dipartimento di Diagnostica per Immagini, Radioterapia Oncologica ed Ematologia del Policlinico Gemelli di Roma, diretto dal prof. Vincenzo Valentini. Questo appuntamento, moderato dalla prof.ssa Maria Antonietta Gambacorta, medico chirurgo specializzata in radioterapia del Gemelli ART, è stato il terzo del ciclo “Webinar in Radioterapia”, svoltosi tra giugno e dicembre 2020. Ha visto la presenza costante in collegamento online di oltre 200 professionisti da tutta Italia, soprattutto tecnici di radiologia, ma anche medici, fisici medici e specializzandi. “L’obiettivo di questi incontri, organizzati in streaming per le limitazioni dovute alla pandemia”, ha spiegato la dott.ssa Patrizia Cornacchione, presidente dell’AITRO, “era quello di fornire uno strumento per migliorare le conoscenze su temi molto specifici della professione, nell’ottica di un costante aggiornamento e in una dimensione multiprofessionale”.

 

La radioterapia per i tumori della pelle

Il webinar ha approfondito l’impiego delle tecniche di radioterapia, e soprattutto quelle interventistiche o da contatto (modalità di radioterapia conosciuta anche come “brachiterapia”), per la gestione dei tumori cutanei non melanoma e, in particolare, dei tumori basocellulari e squamocellulari che sono tra le patologie oncologiche più diffuse. La radioterapia a fasci esterni irradia la malattia attraverso sofisticate macchine che concentrano le radiazioni sul tumore, mentre la brachiterapia consente il trattamento delle neoplasie direttamente con sorgenti radioattive poste all’interno o a contatto con il tumore: quest’ultima era una tecnica molto diffusa nel ‘900 che però, a causa di problematiche legate agli effetti collaterali e alla radio-protezione, era stata progressivamente abbandonata. Negli ultimi anni, grazie ad importanti miglioramenti in campo tecnologico che hanno permesso una terapia ad intensità modulata guidata dalle immagini e quindi estremante precisa, è tornata alla ribalta in tutto il mondo.

“Per affrontare queste patologie oncologiche c’è naturalmente la chirurgia, che però nell’area della faccia, soprattutto per il naso, le palpebre e le labbra non sempre offre dei risultati estetici eccellenti, condizionando la vita sociale del paziente”, ha sottolineato il dott. Luca Tagliaferri, referente del Centro di Oncologia Interventistica e della gestione dei tumori cutanei presso il Gemelli ART. “Con la moderna radioterapia interventistica, invece, nella maggior parte dei casi i tumori cutanei possono essere gestiti con ottimi risultati oncologici ed estetici”.

La sfida della multiprofessionalità

Nel corso del webinar, è stata anche sottolineata l’importanza della multiprofessionalità per migliorare l’approccio al paziente e alla patologia oncologica e per incrementare gli esiti positivi della radioterapia. Lo scopo è di favorire la migliore collaborazione tra il medico e il tecnico di radioterapia, dando a quest’ultimo tutti gli elementi formativi necessari per la realizzazione dei presìdi sanitari personalizzati. “Multiprofessonalità e sinergia sono particolarmente importanti per ottimizzare le cure”, ha detto la dott.ssa Cornacchione. “Il nostro obiettivo è dunque quello di fornire una formazione specifica: stiamo infatti pensando all’organizzazione di altri percorsi formativi, per ora in streaming e da remoto, fino a quando sarà possibile tornare agli eventi in presenza, che consentiranno anche lezioni e prove pratiche”. A queste iniziative, si affiancano i corsi organizzati dalla scuola INTERACTS (Interventional Radiotherapy Active Teaching School), promossa dal Gemelli ART.

L’aumento dei carcinomi cutanei al viso

Negli ultimi anni, si è assistito ad un incremento della diagnosi dei carcinomi della pelle, anche a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. I pazienti anziani, per i quali spesso patologie concomitanti rendono meno consigliabile la chirurgia classica per le problematiche dovute all’anestesia, sono i principali candidati ad un approccio radioterapico. “Proprio in relazione a questa situazione, che vede un aumento dei carcinomi cutanei localizzati soprattutto al viso e la costante crescita del numero di pazienti di età avanzata”, ha detto il dott. Tagliaferri, “è probabile che, nei prossimi anni, vedremo un incremento dell’impiego della radioterapia”.

Oltre alla prof.ssa Maria Antonietta Gambacorta, alla dott.ssa Patrizia Cornacchione e al dott. Luca Tagliaferri, hanno partecipato al webinar come relatori o discussant il dott. Bruno Fionda, la dott.ssa Lisa Vicenzi e il TSRM Claudio Lafaenza. L’evento può essere rivisto anche on demand, registrandosi sul sito AITRO: https://www.aitro.it/archives/2180.

 

Una nuova tecnica di radioterapia interventistica, conosciuta anche come brachiterapia, è stata messa a punto nell’ambito di una collaborazione multidisciplinare tra il Policlinico Universitario Agostino Gemelli e l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Sassari. Eccellenti i risultati oncologici ed estetici, senza danno alla funzionalità del naso.

La diagnosi di un tumore al naso non è solamente un problema sanitario, ma anche un possibile motivo di disagio sociale per il paziente a causa delle conseguenze estetiche. Fino ad oggi, infatti, queste neoplasie venivano spesso curate chirurgicamente con un approccio demolitivo – quindi con la rimozione di una parte dell’organo, spesso impossibile da ricostruire chirurgicamente con esiti soddisfacenti – con immaginabili ripercussioni anche sul fronte funzionale e psicologico. Recentemente, sono stati invece pubblicati i risultati di una nuova tecnica di radioterapia, che vede coinvolti in equipe oncologi radioterapisti interventisti e chirurghi otorinolaringoiatri. Questa tecnica è stata sviluppata nell’ambito di un progetto scientifico tra la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma e l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Sassari.

Radioterapia interventistica per i tumori al naso

La radioterapia interventistica, conosciuta anche come brachiterapia, cioè il trattamento delle neoplasie direttamente con sorgenti radioattive poste all’interno o a contatto con il tumore, era una tecnica molto diffusa nel ‘900 che però, a causa di una serie di problematiche legate agli effetti collaterali e alla radio-protezione, era stata progressivamente abbandonata. Tuttavia, negli ultimi anni, grazie ad importanti miglioramenti in campo tecnologico che hanno permesso una terapia ad intensità modulata guidata dalle immagini e quindi estremante precisa, è tornata alla ribalta in tutto il mondo.

Diverse sono le applicazioni di questa radioterapia interventistica in oncologia, compresa l’area testa-collo. In particolare, si sta rivelando molto utile per i tumori del vestibolo nasale, che in passato venivano curati con la rimozione chirurgica di una parte del naso. E’ quanto è stato dimostrato in una recente ricerca del centro di Radioterapia Oncologica (noto anche come Gemelli ART – Advanced Radiation Therapy) del Dipartimento di Diagnostica per Immagini, Radioterapia Oncologica ed Ematologia del Policlinico Gemelli di Roma, diretto dal prof. Vincenzo Valentini,  in collaborazione con la clinica di Otorinolaringoiatria dello stesso policlinico, diretta dal prof. Gaetano Paludetti, e quella dell’Università di Sassari, il cui direttore è il prof. Francesco Bussu.

Sono stati trattati numerosi pazienti, con risultati eccellenti non solo in ambito oncologico, ma anche per la loro vita sociale. “Un intervento chirurgico al naso, un organo così esposto e visibile, può determinare gravi ripercussioni sul fronte estetico e quindi psicologico per il paziente”, spiega il dott. Luca Tagliaferri, responsabile del Centro di Oncologia Interventistica del Gemelli ART e radioterapista interventista referente del progetto. “Questa tecnica minimamente invasiva, invece, si è rivelata non solo ‘organ and function sparing’ perché preserva l’organo e la sua funzionalità, ma anche ‘image sparing’ perché consente di non modificare l’immagine del volto del paziente e ne preserva così i rapporti sociali e la qualità della vita”.

Lo studio su una rivista internazionale

I buoni risultati dei trattamenti con questa tecnica, “riscoperta” grazie ai progressi della tecnologia e  realizzati a Roma nei mesi scorsi presso il Gemelli ART, sono stati illustrati in uno studio pubblicato recentemente sulla rivista scientifica internazionale “Journal of Contemporary Brachitherapy” (https://www.termedia.pl/Interventional-radiotherapy-as-exclusive-treatment-for-primary-nasal-vestibule-cancer-single-institution-experience,54,42241,0,1.html). In pratica, ogni intervento vede la partecipazione di un’equipe multidisciplinare formata da chirurghi otorinolaringoiatri e da radioterapisti oncologi. “L’innovazione consiste nel fatto che, per accedere all’area tumorale nel vestibolo nasale, i cateteri che veicolano la sorgente radioattiva utilizzano gli stessi piani anatomici degli interventi chirurgici per la rinoplastica”, sottolinea il prof. Francesco Bussu, referente otorinolaringoiatra del progetto. “Anche negli interventi estetici viene infatti operato uno scollamento ed una preservazione delle cartilagini, che rimangono quindi capaci di resistere ad alte dosi di radioterapia che invece uccidono le cellule tumorali”.

In Italia, ogni anno vengono diagnosticati circa 10mila casi di tumori nell’area testa-collo, di cui l’1,5-2% riguardano i vestiboli nasali. Dunque, sono almeno 200 casi all’anno. “Probabilmente, sono molti di più, stimerei 400 all’anno”, precisa il prof. Bussu, “perché c’è un problema di classificazione: spessissimo le neoplasie dei vestiboli nasali vengono raggruppate tra i tumori delle cavità nasali e paranasali e non classificate in maniera specifica. Secondo noi, è necessario rivedere la classificazione internazionale di questi tumori maligni per favorire una diagnosi appropriata e quindi anche la corretta terapia”.

Esportare la nuova tecnica

Il prossimo obiettivo di questa esperienza è di esportare questa tecnica presso altre strutture sanitarie che abbiano a disposizione la stessa tecnologia. A questo scopo, saranno avviati, nell’ambito del progetto formativo in radioterapia interventistica del Gemelli ART – Centro di Oncologia Interventistica, corsi specifici presso la scuola INTERACTS (Interventional Radiotherapy Active Teaching School) (http://www.gemelliart.it/interacts/). E’ stato anche istituito un Master in Oncologia Interventistica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. “Adesso che abbiamo confermato che questa tecnica consente dei risultati eccellenti”, aggiunge il prof. Bussu, “l’orientamento è di diffondere questo messaggio ai colleghi chirurghi, in modo che possano acquisire la necessaria esperienza in sala operatoria ed avviare nuove realtà di collaborazione con i colleghi oncologi radioterapisti anche presso le proprie istituzioni”.

I campi di applicazione della radioterapia interventistica HDR (RT ad alto dose-rate), PDR (RT con tecnica pulsata) o LDR (RT a basso dose-rate) sono molteplici. Nella pelvi vengono trattati i tumori della prostata, dell’utero e quelli dell’ano. Nella testa e del collo così come nei sarcomi  può essere usata per aumentare il controllo di malattia da sola o in integrazione alla radioterapia a fasci esterni. Nelle neoplasie della cute, come in quelle del labbro, del naso o dell’occhio grazie alla precisione della tecnica si ottengono importanti risultati oncologici con notevole vantaggio estetico e preservazione della funzione d’organo. Numerosi sono i vantaggi anche nel campo delle neoplasie della prostata, dove la RT interventistica può essere usata in maniera esclusiva ponendosi come alternativa alla chirurgia o per offrire un sovradosaggio di radiazioni, o in quello della mammella dove la tecnica può essere considerata come terapia dopo la chirurgia. Infatti uno studio clinico internazionale ha evidenziato come in un gruppo selezionato di pazienti affette da carcinoma della mammella la radioterapia interventistica può essere utilizzata in alternativa alla radioterapia a fasci esterni riducendo il tempo di trattamento da alcune settimane (3-5) ad una sola con interessanti risultati estetici.

A Roma, presso il nuovo centro IOC della Radioterapia del Policlinico Gemelli, inoltre offre la possibilità di trattare lesioni, soprattutto cutanee, con l’elettrochemioterapia, moderna tecnica che attraverso l’elettroporazione delle cellule maligne e l’uso di basse quantità di chemioterapici permette di trattare la patologia oncologica quando altre tecniche non si sono rivelate efficaci o per contenere i sintomi della malattia.

Il nuovo centro di oncologia interventistica sarà parte integrante delle attività della Scuola INTERACTS (INTErventional Radiotherapy ACtive Teaching School). La scuola  ha come finalità quello di organizzare corsi teorico-pratici per medici italiani e internazionali con un particolare focus per i paesi dell’Asia e dell’Africa. Infatti la radioterapia interventistica, se utilizzata secondo le giuste indicazioni può risultare una opzione terapeutica più efficace di altre metodiche, ma anche più economica e ben tollerata dal paziente.

Per favorire il trattamento dei pazienti con la Radioterapia Interventistica (brachiterapia) e con l’elettrochemioterapia è stato istituito presso il nuovo centro un ambulatorio dedicato.

Per le prenotazioni presso il centro IOC è sufficiente contattare il numero 06-3015-4434.

 

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