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Importante riconoscimento internazionale per la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma: nell’indagine “World’s Best Hospitals 2021”, realizzata del famoso settimanale americano Newsweek in collaborazione con Statista Inc., si è classificato come il miglior ospedale italiano.

Un prestigioso risultato a livello mondiale, che segue di poche settimane il titolo “Brachyacademy Center”  relativo alla formazione specialistica sulle diverse tecniche della radioterapia interventistica, conosciuta spesso come brachiterapia, ricevuto dal Centro di Oncologia Interventistica del Gemelli ART (Advanced Radiation Therapy) del Dipartimento di Diagnostica per Immagini, Radioterapia Oncologica ed Ematologia dello stesso nosocomio romano, diretto dal prof. Vincenzo Valentini.

Al riconoscimento di Newsweek, il sito del Policlinico Gemelli ha dedicato un ampio articolo, che riportiamo di seguito integralmente.

Il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS migliore ospedale italiano

Lo dice “Newsweek”, storico magazine americano nella sua indagine World’s Best Hospitals 2021 con Statista Inc. Nell’anno della pandemia da Covid-19 ottime performance complessive degli ospedali italiani. Sono 7 tra i primi 100 nel ranking mondiale.     

La Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS è il migliore ospedale d’Italia. È quanto emerge dalla classifica World’s Best Hospitals 2021 stilata come ogni anno dallo storico magazine statunitense “Newsweek”, in collaborazione con Statista Inc.

“È un riconoscimento particolarmente significativo nell’anno della pandemia da Covid-19 – afferma il professor Marco Elefanti, Direttore Generale della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS –, la conferma internazionale del valore del nostro modello assistenziale anche in risposta all’emergenza sanitaria. In questo anno infatti abbiamo continuato a prenderci cura al meglio di tutti i nostri pazienti, grazie anche a soluzioni organizzative originali come l’integrazione della teleassistenza nei processi di cura, la creazione di un ospedale dedicato esclusivamente ai pazienti Covid e la realizzazione di percorsi per i malati Covid-free, che sono la maggioranza. Il tutto in tempi record e con grande partecipazione da parte di tutta la nostra comunità, medici, personale sanitario e tecnico amministrativo, che merita davvero un plauso. Questi risultati ci inorgogliscono e ci ripagano dei tanti sacrifici fatti senza sosta in una stagione difficilissima per assicurare sempre la migliore assistenza ai nostri pazienti. Auspico, infine, che questo risultato sia di stimolo a far sempre meglio e a tenere alta la guardia rispetto alla situazione attuale, ancora molto complessa e delicata”.

La classifica di “Newsweek” ha preso in esame 2.000 ospedali di 25 nazioni e il ranking tiene conto dell’eccellenza delle cure erogate, dalla presenza di medici di chiara fama, di uno staff infermieristico di prima qualità e di un’offerta di tecnologie all’avanguardia.

Gli ospedali da prendere in esame per il ranking mondiale vengono selezionati sulla base delle ‘nomination’ suggerite da esperti in campo sanitario (sono stati coinvolti oltre 74mila tra medici, manager e professionisti sanitari tra settembre e novembre 2020), sulla base dei risultati di indagini condotte sui pazienti e dei “key performance indicator” medici sugli ospedali (per esempio dati sulla qualità dei trattamenti, sulle misure igieniche e sulla safety dei pazienti, rapporto numero di pazienti per medico e per infermiere). Dopo aver selezionato in questo modo gli ospedali, un board di esperti internazionali procede alla loro valutazione e a stilare la classifica mondiale.

Eccellente la performance globale dell’Italia nella classifica di Newsweek. Infatti, tra i best hospital del mondo 2021 figurano 7 ospedali tra i primi 100: oltre al Gemelli (primo in Italia e 45° nel ranking mondiale) si segnalano il Policlinico Sant’Orsola Malpighi (52° posto) il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda (72°posto), l’Istituto Clinico Humanitas (79°), l’Ospedale San Raffaele (88°), l’IRCCS Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia (93°) e l’Azienda Ospedaliera di Padova (98° posto).

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L’iniziativa ha lo scopo di allestire una stanza “tecnologica” per le degenze della radioterapia metabolica presso il Reparto di Radioterapia Oncologica del Policlinico Gemelli di Roma. Consentirà ai piccoli pazienti di mantenere il contatto con familiari e amici durante il periodo di isolamento, come anche ai genitori ricoverati con i propri figli piccoli.

Contribuisci anche tu a sostenere il progetto “Cometa”

Prosegue la raccolta fondi per la realizzazione del progetto “Cometa” (sigla di “COnnessione in METAbolica”), avviata nell’ambito di una collaborazione tra il centro di Radioterapia Oncologica (noto anche come Gemelli ART – Advanced Radiation Therapy) del Dipartimento di Diagnostica per Immagini, Radioterapia Oncologica ed Ematologia della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma, diretto dal prof. Vincenzo Valentini, e l’Associazione Attilio Romanini. Lo scopo di questo progetto è di utilizzare innovative tecnologie multimediali per consentire ai piccoli pazienti di mantenere un contatto diretto con le proprie famiglie, gli amici e i compagni di scuola. Parallelamente le mamme o i papà di bambini piccoli, costretti a rimanere a distanza dai propri cari, potranno interagire con i propri figli collegandosi da un ambiente speciale limitando così il disagio della lontananza. La radioterapia metabolica, che prevede la somministrazione al paziente di sostanze radioattive per la cura selettiva di specifiche neoplasie, costringe infatti i pazienti a restare isolati in una stanza speciale anche per diversi giorni a causa di problematiche radio-protezionistiche. Un isolamento che, se è già pesante per un adulto, lo è ancor di più per un bambino o un ragazzo.

Una “cometa” per i donatori

La stanza destinata alle degenze della radioterapia metabolica sarà abbellita con un affresco del maestro Antonio Nunziante, uno dei maggiori pittori italiani. In una parte di questa stanza, infatti, Nunziante realizzerà un’opera intitolata appunto “Cometa”, che mostrerà questo straordinario corpo celeste e la sua lunga coda nel suo misterioso viaggio nello spazio siderale. La stessa immagine pittorica è già protagonista di un prezioso ricordo: sono state infatti realizzate 35 piccole stampe artistiche ad alta risoluzione (formato 15×10 cm), ritoccate a mano e autografate dall’artista, che saranno consegnate ai maggiori donatori del progetto “Cometa” fino ad esaurimento. Questi quadri hanno un’elegante cornice in plexiglass a forma di parallelepipedo e riportano il logo dell’Archivio Nunziante, il numero dell’esemplare e il certificato di autenticità. I primi dieci, insieme ad una dedica personalizzata dell’autore, sono destinati a coloro che avranno donato più di 500 euro. Le altre venticinque opere saranno invece consegnate a coloro che doneranno più di 100 euro. Al momento, sono ancora disponibili alcuni quadri.

La stanza di degenza multimediale

La stanza “Cometa” sarà dotata di 2 letti, utilizzabili da un bambino con un parente adulto accompagnatore, oppure da due pazienti adulti dello stesso sesso. La stanza è interamente allestita per garantire le norme radio-protezionistiche e, quindi, per limitare la possibilità di irradiazione e contaminazione del personale. L’obiettivo della raccolta fondi promossa dall’Associazione Attilio Romanini è di dotare questa stanza di una serie di apparecchiature multimediali, che potranno essere utilizzate dai pazienti per mantenere un contatto diretto e personale con l’esterno.

In particolare, il progetto prevede l’acquisto di due pc all-in-one, con touch screen e collegamento a internet, che consentiranno ai singoli pazienti di scrivere mail, ascoltare musica, vedere film e video, oltre ad avere un’area di interscambio con l’esterno e a conservare tutti i file in proprie cartelle. Si vorrebbe poi acquistare un grande smart tv da 50”, con la quale i pazienti potranno vedere programmi televisivi o contenuti online, oltre a potersi connettere con dispositivi come una playstation o con i propri device portatili. Inoltre, è prevista anche l’acquisizione di due tablet collegati con due stampanti 3D wifi collocate all’esterno della stanza di degenza per organizzare laboratori creativi, un plotter verticale, microproiettori multimediali e penne per disegni in 3D.

Contribuisci anche tu a sostenere il progetto “Cometa”

L’iniziativa, organizzata in collaborazione con i Lions e l’Associazione Attilio Romanini, ha rappresentato un momento di condivisione per i pazienti della Radioterapia del Policlinico Gemelli di Roma e i loro familiari, come anche operatori sanitari, collaboratori, amici e donatori. Un’occasione anche per promuovere i due nuovi progetti “Scrigno REC” e “Cometa” dedicati soprattutto ai pazienti pediatrici. 

Per conoscere e sostenere il nuovo progetto “Cometa”, visita subito questa pagina: https://associazioneromanini.org/donations/cometa/.

Importante successo per “Fessure di luce”, il concerto in streaming della pianista e compositrice Cristiana Pegoraro, promosso dal centro di Radioterapia Oncologica (noto anche come Gemelli ART – Advanced Radiation Therapy) del Dipartimento di Diagnostica per Immagini, Radioterapia Oncologica ed Ematologia del Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma, con il contributo dei Lions italiani e della LCIF Lions Clubs International Foundation e con la collaborazione dell’Associazione Attilio Romanini. Trasmesso lo scorso 6 gennaio sui canali web e social del Gemelli ART, ha fatto registrare circa 500 visualizzazioni durante l’evento, provenienti da tutta l’Italia e anche da molti Paesi del mondo (Cile, Spagna, Messico, Argentina, Austria, Colombia, Regno Unito, Slovenia, USA, ecc.). Grazie poi alla possibilità di seguire il concerto anche successivamente on demand, dopo sei settimane le visualizzazioni sulle pagine social del Gemelli ART sono crescite fino a quasi 3mila. Il concerto è ancora disponibile a questo link: http://www.gemelliart.it/concerto/. È anche possibile assistere online alla versione integrale dell’esibizione (13 brani invece dei 6 originali, tra cui opere molto note di Chopin, Beethoven, Mozart, Rossini, Piazzolla e della stessa Pegoraro) iscrivendosi alla newsletter “RT News” del Gemelli ART.

Un concerto per due progetti “tecnologici”

L’organizzazione del concerto “Fessure di luce” ha rappresentato l’occasione per promuovere due importanti progetti avviati dal Gemelli ART. Il primo, denominato “Scrigno REC”, è stato già realizzato, proprio grazie al contributo dei Lions: si tratta di un ambiente dove i pazienti pediatrici, bambini e ragazzi, attraverso le tecnologie audiovisive potranno raccontare il loro viaggio in Radioterapia, portando le proprie storie e testimonianze fuori dall’ospedale e lasciando una traccia indelebile di sé.

Il secondo progetto, denominato “Cometa”, è invece in fase di avvio: riguarda la realizzazione di una nuova “stanza tecnologica” che consenta ai pazienti candidati a trattamenti di radioterapia metabolica di restare in contatto con i loro familiari ed amici durante il periodo di degenza in isolamento. Questa iniziativa ben si colloca nel più ampio progetto “Art4ART”, che vede ogni forma d’arte, da quella pittorica fino alla musica, al servizio dei pazienti, per rendere più confortevole e accogliente la loro permanenza nella struttura ospedaliera e il periodo, non sempre facile, della terapia.

 

Valentini: “La bellezza dell’arte per progetti di solidarietà”

Il concerto è stato introdotto dal saluto del prof. Vincenzo Valentini, direttore del Gemelli ART e vicedirettore scientifico del Policlinico Gemelli. “Lo spartito della vita ha messo quest’anno dinanzi a noi una pagina molto complessa, che ci ha però confermato che la bellezza e la profondità della vita possono correre sulle note di qualsiasi pentagramma”, ha affermato il prof. Valentini. “Il concerto del maestro Cristiana Pegoraro, che ringrazio di cuore, ci ha fatto il dono di dare armonia, immagine e vita al desiderio di non arrenderci, tramite la sua superba interpretazione. Ringrazio anche i Lions italiani e la Lions Clubs International Foundation per il supporto che con grande continuità ci danno, che ci permette di legare la bellezza dell’arte a importanti progetti di solidarietà come Scrigno REC e Cometa”.

 

Pegoraro: “La mia esperienza in radioterapia”

Durante il concerto, la pianista Cristiana Pegoraro ha voluto introdurre personalmente ogni brano, offrendo anche la sua personale testimonianza di paziente che è stata in cura presso il Gemelli ART. “È stata per me un’esperienza molto intensa e significativa ripercorrere, attraverso questo concerto, il mio cammino personale dalla malattia alla guarigione, passando per la cura presso il reparto di Radioterapia Oncologica “Gemelli Art”, ha dichiarato il maestro Pegoraro. “Con questo concerto e attraverso la mia musica, ho cercato di offrire un sostegno reale e un aiuto a chi sta attraversando un momento difficile. L’arte, la bellezza, la musica possono arricchire il nostro percorso personale, donando conforto, ispirazione e forza per combattere. Ringrazio la Lions Clubs International Foundation, l’Associazione Romanini e il Gemelli Art per avermi coinvolto in questa iniziativa, sperando che possa essere la prima di tante altre in futuro”.

 

Balduzzi: “La lotta ai tumori pediatrici una delle nostre priorità”

“La LCIF Lions Clubs International Foundation sostiene in tutto il mondo l’opera dei Lions Clubs per il soddisfacimento di bisogni umanitari delle popolazioni ed interviene in caso di disastri e calamità con contributi economici raccolti grazie a donazioni di tipo volontario, individuali o collettive”, ha dichiarato Claudia Balduzzi, area leader LCIF – Europe. “Il sostegno alla lotta al cancro infantile costituisce una delle priorità della LCIF, che ha trovato già da tempo nel Gemelli ART un terreno ideale di collaborazione per la realizzazione di progetti comuni per l’assistenza ai giovani malati oncologici e dai loro familiari, iniziati con la partecipazione al progetto ‘Acquarius’  e proseguiti con la piena adesione al progetto ‘Scrigno REC’. L’inizio della operatività di quest’ultimo progetto è stata accompagnata da un evento d’eccezione dal punto di vista emozionale ed artistico, con un concerto pianistico del socio Lions MJF Cristiana Pegoraro trasmesso in streaming il recente 6 gennaio, che rimarrà a disposizione dei pazienti del Gemelli ART e dei loro familiari anche per future fruizioni individuali”.

 

Per conoscere e sostenere il nuovo progetto “Cometa”, visita subito questa pagina: https://associazioneromanini.org/donations/cometa/.

Importante successo per il Centro di Oncologia Interventistica del Gemelli ART: ha infatti ricevuto il titolo di “Brachyacademy Center”, prestigioso riconoscimento internazionale relativo alla formazione specialistica sulle diverse tecniche della brachiterapia. A questo risultato, il sito web del Policlinico Gemelli di Roma ha dedicato un ampio articolo, a firma di Maria Rita Montebelli, che riportiamo di seguito integralmente.

 

Il Gemelli fa scuola nel mondo nel campo della radioterapia interventistica

Il Centro di Radioterapia Interventistica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS ha di recente ricevuto il titolo di ‘Brachyacademy Center’, un riconoscimento internazionale conferito ad appena 21 centri nel mondo e a 11 in Europa tra quelli che fanno formazione specialistica sulle diverse tecniche di radioterapia interventistica. Il Gemelli è l’unico centro italiano ad essere stato insignito di questo importante riconoscimento ed è quello tra i centri con l’offerta formativa più completa, su un elevato numero di siti anatomici.

A sostenere il progetto Brachyacademy, una iniziativa di formazione al top, è Elekta, azienda leader nella produzione di apparecchiature per la radioterapia a livello internazionale, che sta promuovendo anche la campagna di informazione ‘About brachytherapy’ dedicata ai pazienti. La campagna ha lo scopo di offrire informazioni a quanti devono approcciarsi a questi trattamenti e coinvolgerà, con una serie di video, alcuni pazienti seguiti al Gemelli.

Il titolo di Brachyacademy Center riconosce la vocazione alla formazione di qualità svolta dalla radioterapia del Gemelli, che gestisce al suo interno anche la INTERACTS (Interventional Radiotherapy Active Teaching School)  una scuola internazionale di radioterapia interventistica che offre corsi di formazione internazionale on site, con lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche sia su manichini, che in sala operatoria.

La radioterapia è uno dei grandi pilastri dei trattamenti oncologici, accanto alla chirurgia e ai trattamenti sistemici come la chemioterapia. “La grande famiglia della radioterapia – spiega l’oncologo radioterapista Luca Tagliaferri, referente del Centro di Oncologia Interventistica – si compone di tre principali approcci terapeutici: la radioterapia a fasci esterni (la forma più usata, con la quale si irradia il tumore dall’esterno), la radioterapia metabolica che sfrutta il metabolismo cellulare attraverso dei radiofarmaci, che arrivano direttamente alle cellule tumorali in maniera selettiva; la radioterapia interventistica (conosciuta spesso come brachiterapia) che introduce, attraverso specifici applicatori o cateteri, sorgenti radioattive direttamente all’interno del tumore o a diretto contatto con il letto tumorale, cioè dove era presente il tumore asportato chirurgicamente, per bonificare eventuali residui microscopici”. Nell’ultimo decennio si è assistito ad una grande riscoperta della brachiterapia, grazie all’introduzione di innovazioni tecnologiche presenti anche al Gemelli. “In particolare – spiega il dottor Tagliaferri – la radioterapia interventistica ad intensità modulata, che ci permette di modulare punto per punto l’intensità delle radiazioni e quindi di erogare un’altissima dose al tumore, risparmiando gli organi sani e la radioterapia interventistica guidata dalle immagini (soprattutto RMN e PET/TAC), che ci consente di individuare con precisione millimetrica il target tumorale e di effettuare quindi un trattamento estremamente mirato con eccellenti risultati clinici”.

La grande collaborazione con i chirurghi ha contribuito ad affermare la radioterapia interventistica come importante opzione terapeutica da proporre ai pazienti. Per questo, nel 2017 è stato creato l’Interventional Oncology Center (IOC), realtà di eccellenza all’interno del Gemelli ART (Advanced Radiation Therapy), diretto dal professor Vincenzo Valentini, vicedirettore scientifico del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, che comprende una sala interventistica con annesso bunker di terapia, un ambulatorio, una dosimetria clinica e posti letto dedicati, risultando ad oggi il primo centro di riferimento oncologico per la radioterapia interventistica a livello italiano, come numero di pazienti e varietà di offerta terapeutica ed assistenziale. “Nel 2020 sono stati effettuati oltre mille trattamenti interventistici – afferma il dottor Tagliaferri. “Trattiamo prevalentemente tumori ginecologici (cervice uterina ed endometrio), tumori della prostata dove nei bassi stadi la radioterapia interventistica consente di trattare in maniera radicale questi tumori, senza necessità di ricorrere ad ulteriori trattamenti o alla chirurgia, tumori cutanei, dell’ano e tumori testa collo. La moderna oncologia dà i migliori risultati terapeutici quando c’è un’integrazione tra le diverse opportunità che le moderne tecnologie ci offrono. E la fortuna di lavorare in uno dei più grandi ospedali d’Italia dal punto di vista oncologico – conclude il dottor Tagliaferri – ci offre l’opportunità di interagire con tanti specialisti e di integrare vari trattamenti oncologici, per offrire il massimo delle opportunità ai nostri pazienti”.

 

Ecco il link all’articolo sul sito del Policlinico Gemelli:

https://www.policlinicogemelli.it/news-eventi/il-gemelli-fa-scuola-nel-mondo-nel-campo-della-radioterapia-interventistica/

 

La notizia è stata anche rilanciata da alcune importanti testate giornalistiche: 

Il Sole 24 Ore:

https://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/aziende-e-regioni/2021-01-18/radioterapia-interventistica-gemelli-titolo-brachyacademy-center-144626.php?uuid=ADStkDEB&refresh_ce=1

Agenzia Italpress:

https://www.italpress.com/radioterapia-interventistica-titolo-internazionale-per-il-gemelli/

RomaToday:

https://www.romatoday.it/attualita/centro-radioterapia-ospedale-gemelli-titolo-brachyacademy.html

La fruizione dell’arte – sia essa nelle forme dell’architettura, della pittura, della musica, del cinema o dei moderni contenuti audiovisivi digitali – crea un ambiente favorevole per i pazienti e li aiuta ad affrontare le terapie e a gestire stress e paure. La Radioterapia del Policlinico Gemelli ha così avviato un originale progetto, finanziato da una raccolta fondi in collaborazione con  l’Associazione Attilio Romanini, che consentirà di mettere a punto un sistema integrato per offrire un’esperienza multidimensionale e personalizzata ai pazienti durante le terapie oncologiche.

Contribuisci anche tu al progetto Art4ART: https://associazioneromanini.org/donations/art4art/

Fin dall’antichità, l’arte è stata una delle prime forme per donare sollievo ai malati. Il più antico ospedale d’Europa, il complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia edificato a Roma nell’anno 727 per accogliere e curare i pellegrini stranieri, era infatti abbellito da affreschi e decorazioni e vedeva anche la presenza di un organo per allietare coloro che vi erano ricoverati. Questa stessa intuizione è alla base del progetto “Art4ART”, in fase di realizzazione presso il centro di Radioterapia Oncologica (noto anche come Gemelli ART – Advanced Radiation Therapy) del Dipartimento di Diagnostica per Immagini, Radioterapia Oncologica ed Ematologia del Policlinico Gemelli di Roma.

“Questo progetto nasce all’interno di una nostra consolidata tradizione, nella quale il paziente non è solo destinato a ricevere le più moderne prestazioni sanitarie, ma anche ad essere inserito in un contesto bello e accogliente che lo faciliti nella relazione con il personale e ne favorisca la consapevole partecipazione alla terapia, allo scopo di ottenere i migliori risultati clinici”, spiega il prof. Vincenzo Valentini, direttore del dipartimento e vicedirettore scientifico del Gemelli. “Proprio l’arte, nelle sue forme più diverse, può essere infatti il veicolo più immediato e empatico per parlare al cuore della persona malata e aiutarlo ad andare oltre la sua angoscia, la sua paura e il suo dolore”.

 

Arte e tecnologia al servizio del paziente

Il principale obiettivo del progetto “Art4ART” (acronimo che vuole significare “l’Arte per la Radioterapia Avanzata”) è quello di accompagnare il paziente nel suo percorso di cura e rendere gli ambienti di cura più gradevoli, accoglienti e arricchiti di stimoli, non solo per lui, ma anche per i familiari, gli accompagnatori e gli operatori sanitari. Il primo approccio ha visto l’abbellimento degli ambienti del Servizio del Gemelli ART con immagini di monumenti e strutture architettoniche di grande impatto emotivo tratti dall’immenso patrimonio storico della città di Roma: sale e corridoi sono stati dunque affrescati con scorci dell’Aventino e del Colosseo o con altri monumenti e luoghi simbolo della capitale. A questo, si è poi aggiunto l’utilizzo di tecnologie digitali per la fruizione della musica e di contenuti audiovisivi durante la radioterapia.

“Sia in day hospital che nelle camere per la degenza, i pazienti hanno purtroppo molte ore da trascorrere, spesso in solitudine e con lo stress per la terapia alla quale si stanno sottoponendo”, sottolinea il dott. Luca Tagliaferri, oncologo radioterapista referente del Centro di Oncologia Interventistica del Gemelli ART. “In questo contesto, è prezioso il ricorso alle tecnologie digitali, che consentono di personalizzare e quindi rendere più accoglienti gli ambienti ospedalieri. L’utilizzo di proiezioni, musiche e suoni, accompagnati anche da luci colorate e aromi, può offrire al paziente un’esperienza unica multidimensionale. Infatti durante la terapia il paziente potrà vedere un film o un concerto, oppure vivere un’esperienza a sua scelta come la visita di un museo, o una lezione nel laboratorio di un artista, oppure una passeggiata nella natura, con strumenti dedicati come monitor interattivi o tablet, ma anche attraverso una stanza innovativa che, attraverso sofisticate tecnologie di proiezione, ha lo scopo di offrire una realtà immersiva a 360 gradi”.

 

La sfida della Digital Therapy

L’impiego di tecnologie digitali multimediali non ha solo uno scopo di semplice intrattenimento, ma si affianca alle cure mediche per favorire la partecipazione consapevole del paziente alle cure e per aumentare i risultati positivi sul piano clinico. Questo approccio, meglio noto come “Digital Therapy”, è una modalità riconosciuta per ora solo in Francia e in Germania, anche se la Commissione Europea ha già pubblicato le linee guida per implementarla negli altri Paesi. “Pure in Italia è partito un percorso per far riconoscere la Digital Therapy dalle autorità sanitarie, anche se ci vorranno alcuni anni di ricerche e sperimentazioni”, sottolinea il prof. Valentini. “E’ una nuova frontiera, in cui si colloca efficacemente proprio il nostro progetto ‘Art4ART’ che intende verificare come la fruizione dell’arte nelle sue varie forme, messa in correlazione con i dati clinici, psicologici e spirituali del paziente, consenta di sviluppare una progettualità integrata e partecipativa da poter applicare in futuro ai pazienti sulla base delle loro sensibilità e delle risposte alla terapia”. In prospettiva, infatti, grazie all’utilizzo del machine learning e dell’Intelligenza Artificiale, sarà possibile mettere a punto un sistema che, sulla base dei dati clinici, psicologici e spirituali del paziente, individui il miglior contenuto artistico e il contesto ambientale più adatto per ottenere la riduzione dello stress e della paura dei pazienti, come anche i migliori risultati della terapia.

Contribuisci al progetto Art4ART

Il progetto Art4ART è in fase di avvio, a partire dalla ristrutturazione dell’area ambulatoriale del day hospital e delle camere di degenza per la radioterapia interventistica e metabolica del Gemelli ART. In questo ambito, è già stata realizzata una prima raccolta di fondi, coordinata dall’Associazione Attilio Romanini, per il progetto “COMETA” (acronimo che significa “COnnessi in METAbolica”), relativo all’allestimento di una camera per la radioterapia metabolica, dotata di sistemi digitali a disposizione dei pazienti per interagire con i loro familiari all’esterno dell’ospedale e anche abbellita da uno straordinario affresco realizzato dal pittore Antonio Nunziante che ritrarrà appunto una cometa nel buio cielo stellato. Anche gli altri ambienti del Gemelli ART sono destinati a diventare più accoglienti e “tecnologici”, con il supporto di enti, associazioni e privati che vorranno aiutare questa iniziativa. Oltre al contributo economico, alcuni hanno voluto comunque partecipare a questo progetto mettendo a disposizione le proprie capacità artistiche, come i pittori che abbelliranno le pareti dei vari ambienti (a partire dal maestro Antonio Nunziante) e anche musicisti (come la pianista Cristiana Pegoraro, che ha voluto offrire un intero concerto in streaming, la cui visione sarà disponibile ai pazienti).

Contribuisci anche tu al progetto Art4ART: https://associazioneromanini.org/donations/art4art/

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