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Pazienti adulti

Importante successo per il Centro di Oncologia Interventistica del Gemelli ART: ha infatti ricevuto il titolo di “Brachyacademy Center”, prestigioso riconoscimento internazionale relativo alla formazione specialistica sulle diverse tecniche della brachiterapia. A questo risultato, il sito web del Policlinico Gemelli di Roma ha dedicato un ampio articolo, a firma di Maria Rita Montebelli, che riportiamo di seguito integralmente.

 

Il Gemelli fa scuola nel mondo nel campo della radioterapia interventistica

Il Centro di Radioterapia Interventistica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS ha di recente ricevuto il titolo di ‘Brachyacademy Center’, un riconoscimento internazionale conferito ad appena 21 centri nel mondo e a 11 in Europa tra quelli che fanno formazione specialistica sulle diverse tecniche di radioterapia interventistica. Il Gemelli è l’unico centro italiano ad essere stato insignito di questo importante riconoscimento ed è quello tra i centri con l’offerta formativa più completa, su un elevato numero di siti anatomici.

A sostenere il progetto Brachyacademy, una iniziativa di formazione al top, è Elekta, azienda leader nella produzione di apparecchiature per la radioterapia a livello internazionale, che sta promuovendo anche la campagna di informazione ‘About brachytherapy’ dedicata ai pazienti. La campagna ha lo scopo di offrire informazioni a quanti devono approcciarsi a questi trattamenti e coinvolgerà, con una serie di video, alcuni pazienti seguiti al Gemelli.

Il titolo di Brachyacademy Center riconosce la vocazione alla formazione di qualità svolta dalla radioterapia del Gemelli, che gestisce al suo interno anche la INTERACTS (Interventional Radiotherapy Active Teaching School)  una scuola internazionale di radioterapia interventistica che offre corsi di formazione internazionale on site, con lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche sia su manichini, che in sala operatoria.

La radioterapia è uno dei grandi pilastri dei trattamenti oncologici, accanto alla chirurgia e ai trattamenti sistemici come la chemioterapia. “La grande famiglia della radioterapia – spiega l’oncologo radioterapista Luca Tagliaferri, referente del Centro di Oncologia Interventistica – si compone di tre principali approcci terapeutici: la radioterapia a fasci esterni (la forma più usata, con la quale si irradia il tumore dall’esterno), la radioterapia metabolica che sfrutta il metabolismo cellulare attraverso dei radiofarmaci, che arrivano direttamente alle cellule tumorali in maniera selettiva; la radioterapia interventistica (conosciuta spesso come brachiterapia) che introduce, attraverso specifici applicatori o cateteri, sorgenti radioattive direttamente all’interno del tumore o a diretto contatto con il letto tumorale, cioè dove era presente il tumore asportato chirurgicamente, per bonificare eventuali residui microscopici”. Nell’ultimo decennio si è assistito ad una grande riscoperta della brachiterapia, grazie all’introduzione di innovazioni tecnologiche presenti anche al Gemelli. “In particolare – spiega il dottor Tagliaferri – la radioterapia interventistica ad intensità modulata, che ci permette di modulare punto per punto l’intensità delle radiazioni e quindi di erogare un’altissima dose al tumore, risparmiando gli organi sani e la radioterapia interventistica guidata dalle immagini (soprattutto RMN e PET/TAC), che ci consente di individuare con precisione millimetrica il target tumorale e di effettuare quindi un trattamento estremamente mirato con eccellenti risultati clinici”.

La grande collaborazione con i chirurghi ha contribuito ad affermare la radioterapia interventistica come importante opzione terapeutica da proporre ai pazienti. Per questo, nel 2017 è stato creato l’Interventional Oncology Center (IOC), realtà di eccellenza all’interno del Gemelli ART (Advanced Radiation Therapy), diretto dal professor Vincenzo Valentini, vicedirettore scientifico del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, che comprende una sala interventistica con annesso bunker di terapia, un ambulatorio, una dosimetria clinica e posti letto dedicati, risultando ad oggi il primo centro di riferimento oncologico per la radioterapia interventistica a livello italiano, come numero di pazienti e varietà di offerta terapeutica ed assistenziale. “Nel 2020 sono stati effettuati oltre mille trattamenti interventistici – afferma il dottor Tagliaferri. “Trattiamo prevalentemente tumori ginecologici (cervice uterina ed endometrio), tumori della prostata dove nei bassi stadi la radioterapia interventistica consente di trattare in maniera radicale questi tumori, senza necessità di ricorrere ad ulteriori trattamenti o alla chirurgia, tumori cutanei, dell’ano e tumori testa collo. La moderna oncologia dà i migliori risultati terapeutici quando c’è un’integrazione tra le diverse opportunità che le moderne tecnologie ci offrono. E la fortuna di lavorare in uno dei più grandi ospedali d’Italia dal punto di vista oncologico – conclude il dottor Tagliaferri – ci offre l’opportunità di interagire con tanti specialisti e di integrare vari trattamenti oncologici, per offrire il massimo delle opportunità ai nostri pazienti”.

 

Ecco il link all’articolo sul sito del Policlinico Gemelli:

https://www.policlinicogemelli.it/news-eventi/il-gemelli-fa-scuola-nel-mondo-nel-campo-della-radioterapia-interventistica/

 

La notizia è stata anche rilanciata da alcune importanti testate giornalistiche: 

Il Sole 24 Ore:

https://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/aziende-e-regioni/2021-01-18/radioterapia-interventistica-gemelli-titolo-brachyacademy-center-144626.php?uuid=ADStkDEB&refresh_ce=1

Agenzia Italpress:

https://www.italpress.com/radioterapia-interventistica-titolo-internazionale-per-il-gemelli/

RomaToday:

https://www.romatoday.it/attualita/centro-radioterapia-ospedale-gemelli-titolo-brachyacademy.html

La struttura sarà articolata in tre stanze di degenza completamente ristrutturate per un totale di cinque letti. Una di queste stanze sarà denominata “COMETA” e, anche grazie a una raccolta di fondi ancora in corso, verrà dotata di apparecchiature digitali per consentire ai pazienti di restare in contatto con i propri cari. Nella stessa area, saranno anche allestite quattro nuove camere per la radioterapia interventistica (brachiterapia).

Contribuisci anche tu a raccogliere fondi per il progetto “Cometa” del Gemelli ART e dell’Associazione Attilio Romanini: https://associazioneromanini.org/cometa/

 

La radioterapia metabolica sta vivendo un periodo di grande sviluppo nella cura delle patologie oncologiche. Si tratta di una branca della medicina nucleare che prevede l’utilizzo di sostanze radioattive, dette “radiofarmaci”, che esercitano un effetto terapeutico mediante emissione di radiazioni ionizzanti ad alta energia; questo tipo di radiazioni determina un danno irreversibile del DNA e la conseguente morte cellulare. Per la cura dei tumori, questi radiofarmaci – che possono essere somministrati per via orale, intrarteriosa o endovenosa – hanno la proprietà di essere captati in modo molto selettivo dalle cellule tumorali. “La storia della medicina nucleare nasce circa settanta anni fa per la cura della patologia tiroidea con lo Iodio 131”, spiega il dott. Luca Zagaria, dirigente medico presso l’unità di Medicina Nucleare diretta dal prof. Alessandro Giordano, responsabile dei trattamenti radiometabolici, nel contesto del Dipartimento di Diagnostica per Immagini, Radioterapia Oncologica ed Ematologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma, diretto dal prof. Vincenzo Valentini. “Questo settore della medicina nucleare è oggi in grandissima espansione anche per lo sviluppo di trattamenti in altri ambiti dell’oncologia, come la terapia delle metastasi ossee da carcinoma prostatico resistenti ad altri trattamenti, dei tumori neuroendocrini metastatici, dei tumori epatici primitivi e delle metastasi epatiche”. Degno di nota è inoltre il fatto che la radioterapia metabolica presenta un basso rischio di importanti effetti collaterali, trattandosi una terapia in cui la dose di radiazioni viene erogata in maniera molto mirata al tumore con un ridotto impatto sui tessuti sani.

 

Una nuova struttura al Gemelli ART

Nell’ambito della ristrutturazione del reparto per la radioterapia metabolica del Policlinico Gemelli, è in corso la realizzazione di una nuova struttura (collocata al 3° piano dell’ala E del nosocomio romano), articolata in tre nuove stanze di degenza per un totale di cinque letti. A questa area, si affiancheranno anche quattro camere dedicate alla radioterapia interventistica. Le camere per la radioterapia metabolica sono ambienti protetti, dove i pazienti restano isolati per alcuni giorni a causa della radioattività ritenuta. Una di queste stanze sarà denominata “COMETA” (acronimo di “COnnessione in METAbolica”) e verrà dotata di una serie di apparecchiature digitali, che potranno essere utilizzate dai pazienti pediatrici per mantenere un contatto diretto e personale con i genitori e le proprie famiglie, gli amici, i compagni di scuola e tutto il loro mondo o, nel caso di ricovero dei genitori, con i loro figli piccoli.

“Abbiamo pensato a questa stanza multimediale per ridurre il disagio dei pazienti in isolamento, siano essi bambini o adulti”, sottolinea di dott. Luca Tagliaferri, referente per la Radioterapia Interventistica e Metabolica presso il centro di Radioterapia Oncologica, conosciuto anche come Gemelli ART (Advanced Radiation Therapy). “Nel caso dei pazienti pediatrici, le nuove tecnologie consentiranno loro di restare in contatto con l’esterno, con i genitori e gli amici, anche inviando o ricevendo immagini, video, file, fino a piccoli oggetti realizzati con stampanti 3D. Nel caso invece dei genitori, potranno mitigare il disagio dei figli piccoli dovuto alla loro lontananza”.

 

Sostenere il progetto COMETA

Per l’allestimento della stanza “COMETA”, una raccolta di fondi è stata avviata dall’Associazione Attilio Romanini. Si prevede di acquistare varie apparecchiature digitali, come due pc all-in-one, con touch screen e collegamento a internet, che consentiranno ai singoli pazienti di scrivere mail, ascoltare musica, vedere film e video, oltre ad avere un’area di interscambio con l’esterno e a conservare tutti i file in proprie cartelle. Sarà poi acquisita una grande smart tv da 50”, con la quale i pazienti potranno vedere programmi televisivi o contenuti online, oltre a potersi connettere con dispositivi come una playstation o con i propri device portatili. Inoltre, è anche prevista la dotazione di due tablet collegati con due stampanti 3D wifi collocate all’esterno della stanza di degenza per organizzare laboratori creativi, un plotter verticale, microproiettori multimediali e penne per disegni in 3D.

La stanza ospiterà anche un affresco del maestro Antonio Nunziante, uno dei maggiori pittori italiani: l’opera, intitolata appunto “Cometa”, mostrerà questo straordinario corpo celeste e la sua lunga coda nel suo misterioso viaggio nello spazio siderale. L’iniziativa si inserisce nel progetto più ampio “Art4ART” del Gemelli ART, dedicato all’allestimento degli ambienti di terapia dove, attraverso l’arte nelle sue diverse espressioni, si cerca di donare sollievo e conforto ai pazienti.

Vuoi saperne di più del progetto COMETA? Clicca qui: http://www.gemelliart.it/2020/12/14/gemelli-art-ecco-la-cometa-per-avvicinare-chi-e-lontano/

Parte al Policlinico Gemelli uno studio per aumentare l’interazione da remoto con il paziente.

Questo protocollo è un’evoluzione specialistica per le persone che vivono con l’HIV del GENERATOR Tracer RT sviluppato dal Gemelli ART

L’emergenza sanitaria derivante dalla pandemia da Covid-19 ha evidenziato difficoltà di accesso alle strutture sanitarie e problemi di gestione dei pazienti a rischio affetti da malattie croniche, quale l’infezione da HIV (Human Immunodeficiency Virus), suggerendo la necessità di nuovi metodi di interazione con i pazienti. Una possibile soluzione è stata studiata presso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma, che sta sperimentando l’utilizzo di un’applicazione per smartphone che consente di ricevere dai pazienti stessi una serie di dati e informazioni utili al personale sanitario per monitorare a distanza il loro stato di salute complessivo.

L’applicazione permette inoltre di individuare precocemente i sintomi di un’eventuale infezione da Covid-19, così da attivare le procedure sanitarie opportune e ridurre il rischio di un ulteriore contagio anche all’interno della struttura ospedaliera in cui il paziente è in cura. Si tratta di una nuova versione dedicata del protocollo GENERATOR Tracer RT già realizzato e in uso per il monitoraggio a distanza dei pazienti oncologici in terapia radiante, messo a punto dal centro di Radioterapia Oncologica (noto anche come Gemelli ART – Advanced Radiation Therapy) del Dipartimento di Diagnostica per Immagini, Radioterapia Oncologica ed Ematologia dello stesso Policlinico Gemelli.

INTERFACE, un nuovo “ambulatorio virtuale”

Questo protocollo di ricerca, denominato INTERFACE, è stato elaborato dall’Unità Operativa Malattie Infettive del Dipartimento Scienze di Laboratorio e Infettivologhe del Policlinico Gemelli, diretta dal prof. Roberto Cauda. In pratica, tramite una app il paziente riceverà sul suo smartphone una serie di questionari periodici che, anche grazie ad algoritmi di Intelligenza Artificiale, consentiranno alla struttura sanitaria di valutare in tempo reale lo stato di salute della persona e la sua qualità di vita, al fine di attivare interventi misurati sul paziente stesso e al paziente di ricevere notifiche con informazioni utili. L’utilizzo dell’app non si sostituisce al regolare percorso di cura ma consente di integrarlo, offrendo un’assistenza continuativa in grado di intercettare e risolvere quanto prima eventuali problematicità anche in questa fase pandemica.

“Sarà una sorta di ‘ambulatorio virtuale’, che ci consentirà di demedicalizzare per quanto possibile la vita del paziente cronico con HIV,  mantenendo uno stretto contatto anche in condizioni di impossibilità di svolgere visite in presenza, con incontri via web ‘on demand’ in caso di comparsa di sintomi fisici o di problematiche psicologiche, che in questa fase di pandemia possono avere un impatto rilevante sulla qualità della vita delle persone con HIV”, spiega la dott.ssa Antonella Cingolani, ricercatore dell’Istituto di Clinica delle Malattie Infettive del Policlinico Gemelli e responsabile del progetto.

Questo sistema di monitoraggio è stato sviluppato a partire dalla piattaforma “Healthentia” (www.healthentia.com), la cui licenza d’uso è stata donata al Policlinico Gemelli dalla società belga Innovation Sprint Sprl (www.innovation-sprint.eu) e si inserisce nel progetto Gemelli Generator (www.gemelligenerator.it). Il Gemelli Generator è un nuovo centro multidisciplinare all’avanguardia nato per la valorizzazione delle competenze del Policlinico Gemelli e del patrimonio di dati clinici e reali allo scopo di realizzare progetti e soluzioni innovative a supporto della ricerca e della pratica clinica.

Parte lo studio su mille pazienti

Per la validazione del protocollo di ricerca INTERFACE, a partire dal gennaio 2021 sarà avviato uno studio su circa mille pazienti cronici con infezione da HIV in cura presso il Policlinico Gemelli di Roma. Ciascun paziente utilizzerà la app con il suo smartphone per rispondere ai questionari inviati dagli operatori sanitari o per segnalare autonomamente sintomi o malesseri. A questi dati, sarà anche possibile integrare altre informazioni, come l’eventuale mancato ritiro dei farmaci previsti per la terapia presso la farmacia interna del Policlinico. “Grazie a questo nuovo protocollo, sarà possibile integrare e ottimizzare il sistema assistenziale”, sottolinea la dott.ssa Cingolani. “Il medico curante, sia nel caso delle visite programmate in presenza, sia in remoto, potrà infatti contare sull’intero database relativo al paziente, con tutte le informazioni aggiornate sulla sua situazione sanitaria, sull’aderenza alla terapia, sugli esami di laboratorio e sull’esito delle visite precedenti, sulla qualità della vita, individuando precocemente specifici alert di salute fisica e mentale”.

Anche gli alert per l’emergenza Covid-19

L’utilizzo del protocollo di ricerca INTERFACE consentirà anche di monitorare lo stato di salute dei pazienti cronici con infezione da HIV in relazione alla pandemia da Covid-19, consentendo di individuare precocemente un eventuale contagio. Le risposte ai questionari, soprattutto relative a specifiche sintomatologie compatibili con il coronavirus (febbre, tosse, difficoltà respiratorie, ecc.), potrebbero infatti attivare un alert automatico, consentendo così al medico di orientare immediatamente il paziente ad una quarantena in casa oppure all’accesso in ospedale.

PARTE AL GEMELLI LO STUDIO “APACHE” SULLE PAZIENTI CON TUMORE GINECOLOGICO

Grazie a una app e a uno smartwatch, è possibile monitorare lo stato di salute e la qualità della vita delle pazienti con neoplasia alla cervice uterina

La chiameremo Anna, ma è un nome di fantasia. Anna ha circa quaranta anni, è sposata e ha una famiglia numerosa. Poche settimane fa, scopre di avere un tumore alla cervice uterina, la terza neoplasia più comune tra le donne. Anna si appresta dunque ad iniziare un percorso complesso di radioterapia e chemioterapia presso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma. Oltre alle cure tradizionali, le viene però proposto di partecipare ad nuovo protocollo di ricerca, che consentirà al medico curante di controllare il suo stato di salute e la qualità della vita durante e dopo i trattamenti. Tutto tramite una semplice app installata sul suo smartphone e uno speciale braccialetto digitale capace di rilevare e trasmettere una serie di parametri vitali. E così Anna è diventata la prima paziente del nuovo studio “Apache”.

Parte la ricerca “Apache”

Il protocollo di ricerca “Apache” (Advanced patient monitoring and artificial intelligence supported outcomes assessment in cervical cancer using internet of things technologies) ha lo scopo di monitorare continuativamente le condizioni di pazienti affette da neoplasia della cervice uterina, che devono essere sottoposte a trattamenti di radioterapia e chemioterapia. “Questo percorso ha una durata di circa sei settimane, cui poi segue un intervento di brachiterapia o un intervento chirurgico di completamento”, spiega il dott. Luca Boldrini, responsabile del progetto e dirigente medico presso il centro di Radioterapia Oncologica (noto anche come Gemelli ART – Advanced Radiation Therapy) del Dipartimento di Diagnostica per Immagini, Radioterapia Oncologica ed Ematologia del Policlinico Gemelli. “In questo lungo periodo di terapia e anche successivamente, si rivela dunque molto importante verificare come reagisca la singola paziente e se vi siano cambiamenti del suo stile di vita o particolari sintomi dovuti alla tossicità dei trattamenti”. A questo scopo, il progetto prevede di utilizzare una speciale applicazione per smartphone, tramite la quale la paziente potrà facilmente rispondere ad alcuni questionari periodici riguardanti il suo stato di salute e le attività quotidiane. Oltre a questo, la paziente sarà dotata di uno smartwatch, uno speciale braccialetto digitale, che rileverà una serie di parametri (temperatura, battito cardiaco, ciclo veglia-sonno, attività fisica, ecc.) e li trasferirà tramite un collegamento wifi alla app per la trasmissione dei dati in ospedale.

Una ricerca su 50 pazienti

Il protocollo di ricerca “Apache” prevede di coinvolgere a regime un primo gruppo di cinquanta pazienti. La prima paziente volontaria è stata arruolata nei primi giorni di ottobre, mentre le altre si aggiungeranno entro il mese di marzo 2021. Dopo circa un anno e mezzo dall’inserimento nella ricerca dell’ultima delle cinquanta pazienti, i risultati saranno presentati ufficialmente su riviste scientifiche internazionali. “E’ uno studio molto innovativo, non esiste una ricerca simile in letteratura per questa indicazione”, sottolinea il dott. Boldrini. “Con l’esame dei questionari e dei dati raccolti dal braccialetto digitale, saremo in grado di capire la relazione oggettiva tra questi dati e la corrispondenza con i sintomi riportati dalla singola paziente, ad esempio se si muove poco o se ha effetti collaterali dovuti alla tossicità dei trattamenti che influiscono anche sul suo stato psicologico o nutrizionale”.

In futuro il monitoraggio in real-time

La fase 1 della ricerca prevede di sperimentare l’uso di questa app, che si basa sulla piattaforma “Healthentia” (www.healthentia.com), la cui licenza d’uso è stata donata al Policlinico Gemelli dalla società belga Innovation Sprint (www.innovation-sprint.eu). I dati ricevuti dalla app e dal braccialetto digitale potranno essere esaminati dal medico durante le visite ambulatoriali periodiche di ogni singola paziente. Nella fase 2, invece, si prevede di realizzare un monitoraggio in real-time, che consenta agli operatori sanitari di ricevere anche un apposito alert quando i parametri rilevati non siano corretti. Sarà così possibile prevenire le tossicità che costringono a bloccare temporaneamente o interrompere i trattamenti. L’obiettivo è quello di validare un metodo di lavoro ed un modello di ricerca scientifica, che possano essere integrati in una nuova versione della app e utilizzati in futuro anche da altre strutture sanitarie in Italia e nel mondo.

IL PROGETTO DI UNA STANZA MULTIMEDIALE PER LA RADIOTERAPIA METABOLICA

 Una nuova iniziativa in collaborazione con l’Associazione Attilio Romanini: l’allestimento presso il Reparto di Radioterapia Oncologica del Policlinico Gemelli di Roma di una stanza di degenza “tecnologica” per consentire ai piccoli pazienti, sottoposti a radioterapia metabolica, di mantenere il contatto con i propri familiari e amici durante il periodo di isolamento. Stanza utile anche ai genitori ricoverati per rimanere in contatto con i propri figli piccoli. E’ un progetto a cui tutti possono contribuire.

 

La radioterapia metabolica, che prevede la somministrazione al paziente di sostanze radioattive per la cura selettiva di specifiche neoplasie, può salvare molte vite. Ma costringe i pazienti sottoposti a questa terapia a restare isolati in una stanza speciale anche per diversi giorni a causa di problematiche radio-protezionistiche. Un isolamento che, se è già pesante per un adulto, lo è ancor di più per un bambino o un ragazzo. Nell’ambito della prevista ristrutturazione del Reparto per la radioterapia metabolica del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, perciò, l’Associazione Attilio Romanini supporterà una nuova iniziativa: tramite innovative tecnologie multimediali, si vuole consentire ai piccoli pazienti di mantenere un contatto diretto con le proprie famiglie, gli amici e i compagni di scuola. Parallelamente le mamme o i papà di bambini piccoli, costretti a rimanere a distanza dai propri cari, potranno interagire con i propri figli collegandosi da un ambiente speciale limitando il disagio della lontananza. Questo progetto è stato denominato “Cometa”.

 

La Radioterapia

La radioterapia ha tre grandi filoni di applicazione: la radioterapia a fasci esterni, con le radiazioni che vengono concentrate sul tumore attraverso sofisticate macchine di trattamento; la radioterapia interventistica o da contatto, dove il tumore viene irradiato, e quindi distrutto, attraverso specifici applicatori o cateteri che veicolano una o più sorgenti radioattive; e infine la radioterapia metabolica, dove l’effetto terapeutico si ottiene attraverso una selettiva interazione tra le cellule e specifici radiofarmaci, che vengono distribuiti attraverso il sangue. La gestione del paziente candidato a radioterapia metabolica viene effettuata attraverso una stretta collaborazione tra l’equipe di medici dell’Unità Operativa Complessa di Radioterapia Oncologica, diretta dal prof. Vincenzo Valentini, e l’equipe di Medici Nucleari dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Nucleare, diretta dal prof. Alessandro Giordano.

 

Computer, smart tv, video-collegamenti, laboratori creativi con stampanti 3D

 

La stanza “Cometa” (sigla che vuole significare “COnessione in METAbolica”) è in fase di realizzazione presso il centro di Radioterapia Oncologica (noto anche come Gemelli ART – Advanced Radiation Therapy) del Dipartimento di Diagnostica per Immagini, Radioterapia Oncologica ed Ematologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma. Sarà dotata di 2 letti, utilizzabili da un bambino con un parente adulto accompagnatore, oppure da due pazienti adulti dello stesso sesso. La stanza è interamente allestita per garantire le norme radio-protezionistiche e, quindi, per limitare la possibilità di irradiazione e contaminazione del personale. Infatti vi possono accedere solo alcuni operatori sanitari per periodi brevi e con le necessarie precauzioni comportamentali. Per diversi giorni, i pazienti sono costretti dunque all’isolamento, che si aggiunge al disagio di dover affrontare una terapia oncologica. L’obiettivo dell’Associazione Attilio Romanini è perciò di supportare il progetto per dotare questa stanza di una serie di apparecchiature digitali, che potranno essere utilizzate dai pazienti per mantenere un contatto diretto e personale con i genitori e le proprie famiglie, gli amici, i compagni di scuola e tutto il loro mondo o, nel caso di ricovero dei genitori, con i loro figli piccoli.

Il progetto prevede l’acquisto di due pc all-in-one, con touch screen e collegamento a internet, che consentiranno ai singoli pazienti di scrivere mail, ascoltare musica, vedere film e video, oltre ad avere un’area di interscambio con l’esterno e a conservare tutti i file in proprie cartelle. Si vorrebbe poi acquistare un grande smart tv da 50”, con la quale i pazienti potranno vedere programmi televisivi o contenuti online, oltre a potersi connettere con dispositivi come una playstation o con i propri device portatili. Inoltre, è prevista anche l’acquisizione di due tablet collegati con due stampanti 3D wifi collocate all’esterno della stanza di degenza per organizzare laboratori creativi, un plotter verticale, microproiettori multimediali e penne per disegni in 3D.

“Grazie a tutte queste apparecchiature, i piccoli pazienti potranno effettuare innanzitutto delle videochiamate con i loro genitori, parenti e amici, oppure ricevere o inviare messaggi testuali, video e audio”, dichiara il dott. Luca Tagliaferri, referente per la Radioterapia Metabolica del Gemelli ART. “Inoltre, grazie alle stampanti 3D e al plotter verticale, potranno anche disegnare e realizzare piccoli oggetti da inviare o ricevere dall’esterno. L’obiettivo insomma è, da un lato, quello di stimolare il processo creativo dei ragazzi e dei piccoli pazienti favorendone lo sviluppo della resilienza e, dall’altro, quello di sfruttare queste nuove tecnologie per far sentire meno soli e isolati i nostri pazienti, che purtroppo devono affrontare un periodo di isolamento”

 

La “Cometa” del maestro Antonio Nunziante

 

La stanza del Reparto Degenze della radioterapia metabolica sarà dipinta con un affresco straordinario del maestro Antonio Nunziante, uno dei maggiori pittori italiani (www.antonionunziante.com). In una parte di questa stanza, Nunziante realizzerà un’opera intitolata appunto “Cometa” (come da bozzetto in foto), che mostra questo straordinario corpo celeste e la sua lunga coda nel suo misterioso viaggio nello spazio siderale. L’iniziativa si inserisce nel progetto più ampio “Art4ART” dedicato all’allestimento degli ambienti di terapia dove, attraverso l’arte nelle sue diverse espressioni, si cerca di donare sollievo e conforto ai pazienti. Questo progetto è frutto di un lavoro di un’equipe multiprofessionale, composta da esperti di arte, medici, infermieri e psicologi, tra cui la dott.ssa Elisa Marconi, referente psicologa per i bambini presso il Gemelli ART.

In questo contesto, il lungo viaggio che una cometa percorre nelle profondità dello spazio cosmico, collegando idealmente corpi celesti molto lontani tra di loro, simboleggia la volontà di favorire in ogni modo la “connessione” dei pazienti della radioterapia metabolica con le persone che amano. “In tale contesto, possiamo assimilare la connessione dei nostri pensieri alla visione straordinaria degli spazi celesti”, spiega il maestro Nunziante. “Idealmente accendiamo e spegniamo comete ogni singolo istante, quando ci colleghiamo alle nostre emozioni. La cometa da noi concepita sarà un’esperienza illuminante. La prima e unica realtà presente nell’universo è la luce, senza la quale ogni singola cosa non avrebbe ragione d’essere. All’interno di ogni individuo dimora un gigante, i piccoli pazienti della radioterapia metabolica saranno sistematicamente in ‘entanglement’ con le persone più care istante per istante. Quest’opera”, conclude Nunziante, “intende dunque rappresentare un simbolo, un avatar, una connessione continua verso strade di creazione, felicità e libertà”.

 

Contribuisci anche tu al progetto “Cometa”

L’Associazione Attilio Romanini, in accordo con il Gemelli ART, ha avviato una raccolta di fondi per finanziare l’allestimento della stanza multimediale “Cometa”. Tutti possono contribuire a questo progetto e aiutare così i piccoli pazienti o le mamme e i papà della radioterapia metabolica a sentirsi meno soli e isolati. Tutte le informazioni per fare la propria donazione sono disponibili qui:  https://associazioneromanini.org/cometa/.

 

 

 

 

 

 

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