Il Gemelli ART vince il premio “Gerbera d’Oro” grazie al suo impegno per l’umanizzazione dell’esperienza di cura

Dal 2006 la Fondazione Ghirotti promuove, in partnership con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il premio “Gerbera d’Oro”, destinato a quelle realtà sanitarie che si distinguono nella promozione di una medicina dal volto umano prodigandosi per l’affrancamento dal dolore inutile, alleviando la sofferenza non solo con le terapie più avanzate, ma anche attraverso iniziative di sollievo e servizi di presa in carico della persona nella sua totalità. “La tecnologia al servizio della conoscenza, la conoscenza al servizio del paziente”, questa frase, che sottende l’agire eticamente orientato dell’attività del Gemelli ART (Advanced Radiation Therapy), Polo radioterapico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, ben sintetizza le motivazioni che hanno spinto il centro a concorrere quest’anno al premio “Gerbera d’Oro 2019”. Grazie alla presentazione del progetto che riassume e include tutte le attività non solo terapiche ma di umanizzazione delle cure e di centralizzazione della persona-paziente il Gemelli ART è risultato vincitore del premio per quest’anno! Infatti, nel rispetto della legge 38/2010, che tanto ha fatto per il malato terminale e cronico, al Gemelli ART è convinzione che il sollievo dalle sofferenze non riguardi solo la riduzione del dolore fisico ma chiami in causa anche la volontà di prendersi cura della persona sofferente nella sua totalità. Volontà del centro è operare nel rispetto della persona-paziente attraverso la proposta di azioni di cura, accoglienza, ascolto e coinvolgimento, dalle prime fasi dell’accettazione alla dimissione, prevedendo spazi e habitat che siano accoglienti e “lenitivi”. Sposando la filosofia della “Rete del sollievo” il Gemelli ART persegue l’obiettivo non solo di erogare terapie utilizzando le migliori tecnologie disponibili al fine di ridurre il dolore fisico del paziente, ma integrando le stesse all’interno di un percorso terapico che includa servizi di presa in carico della persona -paziente che concorrono a donare sollievo nel rispetto della qualità di vita e della dignità dell’essere umano. Questo obiettivo può essere raggiunto anche attraverso la diffusione della cultura del sollievo come emblema etico di prossimità emotiva, che ponga la persona-paziente al centro di un processo di accompagnamento che passa attraverso azioni, ascolto empatico e uno “stare accanto”, perché nessuna persona, paziente o familiare, si senta abbandonato e solo durante il percorso. Alla luce dell’impegno profuso durante questi anni è un onore ricevere tale attestazione che consolida e rafforza la convinzione che porre al centro la persona e non la malattia rappresenti la strada migliore da percorrere, tra evidenze scientifiche e valorizzazione etica dell’umano.

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