In Cammino con il Papa

Seguendo il cammino tracciato dal Sinodo dei Vescovi, avente come titolo: “I giovani, la fede, e il discernimento vocazionale”, noi specializzandi di Radioterapia ci siamo chiesti come e perché le tematiche affrontate potessero riguardare la nostra realtà.

Perché la Chiesa ha scelto, deliberatamente, di dedicarci una così importante attenzione? E cosa ci offre di «desiderabile» per il nostro quotidiano di Medici in Formazione? Queste domande sono state la provocazione che abbiamo voluto cogliere da questo evento.

Riguardo alla centralità dei «giovani», la risposta ci è sembrata lampante: il Papa vuole cogliere e offrire una “Chiesa autentica”, ovvero una chiesa tutta presa dalla dinamica vitalità di chi energicamente accoglie, comunica, rende accessibile il Vangelo e quale occasione si può considerare più propizia per vivere (ed educarsi a vivere) la dimensione della vocazione se non la giovinezza?

Sicuramente più complesso è sembrato rispondere al secondo quesito… ma noi che vediamo una miriade di persone nell’ambito della nostra professione e che spesso ci troviamo a vivere un rapporto di pura tecnicalità con loro, come possiamo beneficiare del Sinodo? Quale novità ci porta? La conclusione del Documento sinodale sembra offrirci una formula chiara: «la giovinezza è un tempo per la Sanità». Ma questo cosa vuol dire nella concretezza della vita?

La risposta a questa domanda è un cammino aperto nella vita di ciascuno di noi, ma facendo attenzione ci siamo accorti di avere la consapevolezza di vivere, talvolta, delle giornate in cui la giovinezza è per noi un mero fattore anagrafico: alla vitalità subentra la stanchezza, alla relazione (col paziente e tra i vari professionisti sanitari) subentra la meccanicità delle procedure, allo sguardo intenso subentra una espressione schiva e asettica di chi è interessato a concludere una lista di cose da fare. Ci si scopre, insomma, giovani fuori ma «vecchi» dentro.

Il suggerimento che, dal Sinodo, vogliamo cogliere e portare con noi è, allora, di educarci e richiamarci nel nostro quotidiano a vivere la nostra giovinezza come un tempo per la Santità, ovvero come occasione per scoprirci appassionati all’umanità che incontriamo nelle nostre corsie.

 

(Articolo scritto da Lillo e Giulia)

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